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TOM ODELL

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Il lavoro su monsters” è iniziato nel maggio 2019 e terminato durante il lockdown nel 2020 nello studio a casa dell’artista. Il momento di svolta è arrivato con il brano “monster”, che riprende i temi trattati in “numb”, affrontandoli a testa alta. Attraverso il potente ritornello (“you're just a monster and I'm not scared”), inizialmente ispirato da Trump, e più precisamente dallo sguardo che l’attivista Greta Thunberg aveva nei suoi confronti durante il Summit sul clima delle Nazioni Uniti nel 2019, la canzone ha poi acquistato un significato più ideale: un mantra personale per aiutare sé stesso nella sua costante battaglia con l’ansia. «Si tratta di un continuo ripetere a me stesso che quello che provo non è reale – afferma Tom –accadeva sempre nei bagni: ero fuori da qualche parte e poi mentre andavo verso il bagno il mio cuore iniziava a battere all’impazzata e mi sentivo come se stessi per collassare, e provavo a dire a me stesso che era tutto ok. Che sarebbe passato. Che era solo uno stato mentale».

 

TOM ODELL ha poi capito che per poter migliorare la sua scrittura doveva espandere i suoi orizzonti musicali. Molte delle canzoni del disco - create insieme alla cantautrice Laurie Blundell e al produttore Miles James - tendono a un suono pop più elettronico e da camera da cui Odell è stato ossessionato negli ultimi anni. Ma non è stato sempre così. «Avevo sempre storto il naso davanti alla musica realizzata tramite computer. Semplicemente la musica pop non mi piaceva. In parte era dovuto ai miei problemi, ma una parte del problema era anche che non trovavo la musica pop così buona come quella di quattro o cinque anni prima. Adesso è molto più interessante. Sento nei testi argomenti che non credo nessuno abbia mai sentito prima nella musica pop. Mi sentivo come se fossi stato colpito all’improvviso da un fuoco dentro, e improvvisamente mi sono emozionato».

 

Questo ritrovato amore per il pop elettronico fai-da-te è sopraggiunto con l'arrivo della pandemia, e le canzoni che compongono l’album sono state realizzate in un modo più sporco, con gli strumenti che aveva a portata di mano, come i sintetizzatori Moog. È stata una scelta mossa sia dalla necessità del momento che dal desiderio di esplorare. «È stata l'inibizione del non essere in grado di lavorare con una band al completo, che ha spinto le cose in questa direzione», dice Tom. I synth inquietanti e i beat martellanti hanno alimentato il logoro e appassionato grido di fighting fire with fire” (I'm sick of white messiahs), mentre il brano “money” – che si scaglia contro l’ossessione della società per il capitalismo – è costruito attorno al ritmo trainante dei beat carichi di eco e percussioni metalliche. In “numb”, che è stato ispirato dai paesaggi sonori del musicista sperimentale Mica Levi, le trame dei synth sono accuratamente unite ad abbellimenti acustici «Direi che c’è stato un periodo prima che tutto venisse a galla a Los Angeles, in cui mi sentivo semplicemente disconnesso – afferma Tom in merito all’ispirazione per il testo di “numb” – Mi sentivo impantanato, come se stessi iniziando a perdere quel senso di leggerezza».

TOM ODELL è presentato in Italia da BARLEY ARTS

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